∙thanK you∙
Pubblicato da su 21 gennaio 2012
Sto dando sempre piú senso ai piccoli avvicendamenti della vita di tutti i giorni. Lo so che c’è chi mi darebbe del pazzo però —lo giuro— finora ha funzionato a meraviglia, e oltre a darmi soddisfazione mi diverte parecchio. :-) Ieri in autobus ascolto quella gran voce di Christina Aguilera e, guarda un po’ il caso, l’unica canzone sfuggita alla mia maniacale pulizia dei metadati è stata questa.
Poteva esser tutto, poteva essere il ballo del qua qua e invece era Makes Me Wanna Pray: con un testo da gnente, eh.
-
What is this feelin’ comin’ over me?
I’m taken back in disbelief
Is this really me
In the mirror I see
Staring back at me
Could it be
A new reflection of a woman complete
All of a sudden I’m so carefree
Your lovin’s doin’ somethin’ strange to me
I gotta new flame
Haven’t been the same
Something in me’s changed
Rearranged
And I feel that I’ve been saved
You’ve got me feelin’
Like you’re that somethin’ I’ve been missin’
Everything’s heaven
Cause life with you has been a blessing
Ooh ooh, ooh ooh, I got it bad in a serious way, (oh yeah)
Ooh ooh, ooh ooh, your love has brought me to a higher place, (oh yeah)
Who knew, who knew, it’d be you to restore my faith
Every day, I am amazed
And it makes me wanna get down and pray
Makes me wanna get down and pray
Said it makes me wanna get down and pray
I’ve kept some company I shouldn’t have
Made some mistakes but that’s in the past
I’m confessin’ here to you
Proof that I am through
I’m coming clean
And I can breathe
And I finally believe
You’ve got me thinkin’
I’ll be alright and you’re the reason
Ooh I can feel it, we’re movin’ in a new direction
Ooh ooh, ooh ooh, I got it bad in a serious way, (oh yeah)
Ooh ooh, ooh ooh, your love has brought me to a higher place, (oh yeah)
Who knew, who knew, it’d be you to restore my faith
Every day, I am amazed
And it makes me wanna get down and pray
Makes me wanna get down and pray
Said it makes me wanna get down and pray
Where would I be, where would I be
Without you by my side
Where would I be, where would I be
Without you standing by
Makes me wanna
Makes me need to
When I’m feeling low and all alone
You’re the light in my day
Ooh ooh, ooh ooh, I got it bad in a serious way, (oh yeah)
Ooh ooh, ooh ooh, your love has brought me to a higher place, (oh yeah)
Who knew, who knew, it’d be you to restore my faith
Every day, I am amazed
And it makes me wanna get down and pray
Makes me wanna get down and pray
Said it makes me wanna get down and pray
Thank you, father
Wanna lift my hands up and praise
Every time I’m hearing your name
Wanna reach out and rejoice
At the mere sound of your voice
Alright, that’s it
∙Lo dice Lui!∙
Pubblicato da su 17 gennaio 2012
∙tre spunti di Alda Merini.∙
Pubblicato da su 15 gennaio 2012
Beati coloro che hanno
Beati coloro che hanno due fedi al dito:
una, quella degli sponsali,
l’altra, quella dell’arte.
Beati coloro
che si baceranno sempre al di là delle labbra,
varcando il confine del piacere,
per cibarsi dei sogni.
Il suo sperma…
Il suo sperma bevuto dalle mie labbra
era la comunione con la terra.
Bevevo con la mia magnifica
esultanza
guardando i suoi occhi neri
che fuggivano come gazzelle.
E mai coltre fu piú calda e lontana
e mai fu piú feroce
il piacere dentro la carne.
Ci spezzavamo in due
come il timone di una nave
che si era aperta per un lungo viaggio.
Avevamo con noi i viveri
per molti anni ancora
i baci e le speranze
e non credevamo piú in Dio
perché eravamo felici.
Spazio
Spazio spazio io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita;
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.
∙26, cauac, esplosioni∙
Pubblicato da su 14 gennaio 2012
Volevo iniziare questo post con rabbia e dolore, ma poi ho riletto i miei ultimi post. Sono felice.
E poi ci sei Tu a sgridarmi.
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I percorsi non sono mai casuali, e riflettendoci… Tutto sembra cosí scelto.
Abbiamo intuito subito di essere destinati. Avremmo anche potuto incontrarci mille volte e invece, prima di queste ultime settimane, ci siamo a malapena sfiorati. Mi va bene.
Perché stiamo capendo che le cose non avvengono se non al momento giusto: ci siamo attirati. Sei arrivato per darmi la difesa che cercavo, son arrivato per darti belle cose. Sei buono, lo sai, e io sono difficile. Ma tu… ci sei come ci sei sempre stato. Senza pretese. Con il tuo cuore, con la tua musica, col tuo corpo, col tuo profumo e anche quando dormo tu sei lí, e ti stringo a me, contro la negatività… contro la disonestà…
Nasce tutto dal cuore, noi ce l’abbiamo.
Vale sempre la pena amare di nuovo, ma ancora di piú: vale sempre la pena mandare a fanculo. Don’t look back.
Sei il mio Sole, ti voglio bene come sai solo tu.
∙Final(ly) Move(d)∙
Pubblicato da su 13 gennaio 2012
I’ve been talking to myself again
Not communicating anything
It’s a never ending fallacy
That you have always been so good to me
That you have always been so good to me
When I’m trying to explain it all
You are making me uncomfortable
Take a little piece of honesty
And be the man you always promised me
And be the man you always promised me
I said that I would never leave
But now I cannot breathe
I said that I would let you know
But I’m not letting go
I’ve tried to make you understand
Now I’ve done all I can
It’s time to make my final move
’cause I’m not happy
I’ve been talking to myself again
Making sure that I am listening
I’m developing an attitude
It pushes me towards my solitude
It pushes me towards my solitude
I said that I would never leave
But now I cannot breathe
I said that I would let you know
But I’m not letting go
I’ve tried to make you understand
Now I’ve done all I can
It’s time to make my final move
’cause I’m not happy
I never thought it could happen
I never thought it could be
I never wanted to be here
I never wanted to see…
I never wanted to see…
I said that I would never leave
But now I cannot breathe
I said that I would let you know
But I’m not letting go
I’ve tried to make you understand
Now I’ve done all I can
It’s time to make my final move
’cause I’m not happy
∙CUORE/DIARIO∙
Pubblicato da su 10 gennaio 2012
Sono una foto su di una parete che cadrà giú
Sono stato un farmaco sperimentale che non ti ha guarito
Sono un numero sulla tua lista delle risorse umane
Sono stato una lezione imparata che è già stata dimenticataNessuna medaglia. Nessuna carezza.
Solo qualche parola appuntata al cuore/diario
Nessun ritorno. Nessun abbraccio.
Solo qualche domanda ripetuta, incessante, al cuore/diarioSono un fottuto romantico che cadrà giú
Sono stato un respiro di quiete che non ti ha rianimato
Sono un ricordo di me stesso che reinventa le proprie risorse umane
Sono stato un uno di due che ora è solo un mezzo.Nessuna pubblicità. Nessuna sconfitta.
Solo qualche altra puntata già letta nel cuore/diario
Nessun anello. Nessun rimorso.
Solo qualche ricordo fotocopiato e impresso nel cuore/diarioDi queste parole non sono colpevole.
Di questi pomeriggi surgelati.
Di queste ore insapori.
Di questi delitti non vuoi macchiarti.Ma di questo cuore/diario hai scritto la parola fine col mio sangue.
Ma di questo diario/cuore hai perduto la chiave col mio nome.
Italo Sanna
∙Tem mais samba (C’è piú samba)∙
Pubblicato da su 7 gennaio 2012
C’è piú samba nell’incontro che nell’attesa
C’è piú samba nel malanno che nella ferita
C’è piú samba nel porto che nella vela
C’è piú samba nel perdono che nell’addio
C’è piú samba nelle mani che negli occhi
C’è piú samba sulla Terra che sulla Luna
C’è piú samba nell’uomo che lavora
C’è piú samba nel rumore che viene dalla strada
C’è piú samba nel petto di chi grida
C’è piú samba nel pianto di chi sa
Che il buon samba non si sa bene dove lo trovi né a che ora
Cosí dal cuore salta fuori
Il samba, inavvertitamente
Vieni, cosí ti passa
Tutta questa sofferenza
Se tutto il mondo sambasse
Sarebbe cosí facile vivere
Chico Buarque
∙Ancu ti currat sa giustizia∙
Pubblicato da su 5 gennaio 2012
Il mood dell’inizio di quest’anno è l’accettazione: FINALMENTE! Sono stanco di sforzarmi di piegare le cose per come vorrei che fossero e dopo ben otto settimane adesso io mi arrendo. Alla fine le cose sono sempre quel che sono: sbagli se sono sbagli, bugie se sono bugie, amore se è amore e comunque sempre —anche le piú stupide— ineluttabili e giuste. Non potrebbe essere altrimenti.
Nuovo anno, nuova vita, un capitolo uno a mente libera. Per cui, dopo un Capodanno da urlo passato in un lungo after di 40 ore, in questi primi cinque giorni di 2012 sono stato già due volte al cinema nella mia bolla di tranquillità e rilassatezza con K, e cioè il personaggio che mi fa da guardiano da un mese e mezzo a questa parte, e lentamente riprendo anche tutti (o quasi) gli impegni in cui mi sono buttato: il ballo di coppia, il corso di scuola guida, la continua ricerca e promozione di bontà in questo schifo di Terra e, ve lo giuro, sto scoprendo che è rara ma dà un sacco di soddisfazione.
E ancora: il mio aiuto speciale dall’Umbria, il calore familiare di cui mi alimento quando sono a casa, il calendario segnamemorie, il muffiniere e tutti gli altri amici dolciai, quella ragazza d’argento tanto brillante, Beyoncé che continua a foderare le mie giornate con le sue perle (specie ora che mi han regalato il suo disco), e io che per me e per gli altri mi faccio bello e mi vesto di sorriso piú che posso: e finalmente mi sento di nuovo Utile. Nel 2011 avevo perso di vista le cose piú irrinunciabili: i dettagli. L’attenzione per me stesso. Sono cosí tante le riscoperte musicali, emotive, umane di questo periodo… L’importante è che voi lo sapete.
Lo scoglio piú grande rimane lo studio, per il quale la mente deve agire da sola ed è ancora pericolosa. La situazione è diventata precaria dato che non ricordo nemmeno dove sono rimasto… Ma sono ordinato, sono preciso, metterò a posto perché io non ho fretta.
Mi ero ripromesso che sarei arrivato a fine gennaio che sarei stato un altro e cavoli, lo sarò.
∙Salva l’ultimo giorno∙
Pubblicato da su 31 dicembre 2011
Da questa sera cambia la mia vita
(Da questa sera, da questa sera)
Non voglio fare piú l’abbandonata
(Non voglio fare, non voglio fare)
Quante lacrime buttate via
Quante notti con la nostalgia
Lui diceva che era colpa mia
Soffocavo la sua libertàGli dicevo: senza di te, cosa farei senza di te?
E ho capito che non si deve dire mai la verità
Seeeee un giorno ti scoprissi innamorata
Nooooo non devi dirlo mai, tienilo per te!
Gli dicevo: senza di te, cosa farei senza di te?
E ho capito che non si deve dire mai la verità
Ecco perché faccio questa festa senza di te.
È cosí antipatico tirare le somme, mi sembra quasi di dover soppesare persone e fatti e sezionare chirurgicamente quello che è stato in un anno… che sarebbe meglio non definire… Ma ogni tanto bisogna pur farlo, e Capodanno per questo risulta perfetto.
Dopo un esame di coscienza ho elaborato una personale punizione: venti pagine di “Wow, I was so stupid last year”, che è poi quel che pensano tutti alla fine di ogni anno.
Avevo cominciato il 2011 con le tre effe di felice fidanzato fortunato e lo sto concludendo ora con le due esse di sfigato single: come si può vedere non è solo una questione di valori diversi ma proprio di disparità numerica. Il massimo per uno che studia in fisica.
Un 2011 fitto fitto di tante cose: di sofferenze, solitudine, Amore, salsa cubana, bugie, trascuratezza, Adele… Nel complesso un anno bruttino eh, io però non mi arrendo.
Due sono state anche le personalità che mi hanno rappresentato piú di tutto: quella di cervello, che sarebbe il solito vecchio me razionale e logico e sicuro di quel che è e vuole avere (quello che alcuni spacciano per freddo, calcolatore eccetera eccetera), e poi quella di cuore, stupida, che continua a sgorgare sentimentalismi perché ci sono e che quando si accende manda totalmente in crisi la prima. Infatti sono stabile come sarebbe stabile uno schizofrenico nei suoi momenti peggiori: estremi, estremissimi, beyoncianamente pari a una Single Ladies e una Halo (stica). Già essere riuscito a distillarle, però, è un passo notevole: resta solo da cambiare il sistema cervello<cuore in cervello>>cuore. Hai detto niente.
Per fortuna che fuori da me ci sono state e ci sono tante persone —o forse mai mi ci ero soffermato cosí tanto prima— che mi riempiono della loro presenza con dolcezze e pensieri e coccole e parole… Conoscono le mie debolezze, l’avrete capito, e io come sempre li ringrazio e contraccambio piú che posso. È da loro che partirà il mio 2012.
E partirà soprattutto da me.
Infine la nota di cuore: L’immenso di Patty Pravo. Un bel modo di dire arrivederci…
Sono un angelo deluso dal cielo
Dove tutto è sospeso e non c’è desiderio
Sono una stella che brilla di dentro
Al momento il mio fuori è un po’ spento
Sono un diavolo che brucia davvero
Di passione in passione, l’amore io lo vivo sul serio
Ho nelle vene quel rosso piú intenso
Che mi accende se ancora ti penso
E ti penso… Io ti penso…
Vivo l’immenso pensiero di te
L’altra metà del mio volo
Danzo leggera sul mondo che sei
Vieni qui, siamo estasi
Sopra una rosa si posa la nostra passione
Nessun inverno mai… Per noi…
Sono un angelo rimasto da solo
Che se poi te ne vai non ci pensa a staccarsi dal suolo
Ma sono quel diavolo che ti assomiglia
Quando perdo non getto la spugna
E ti voglio… Io ti voglio…
Vivo l’immenso pensiero di te
L’altra metà del mio volo
Danzo leggera sul mondo che sei
Vieni qui, siamo estasi
Sopra una rosa si posa la nostra passione
Nessun inverno mai…
Vivo l’immenso piacere di te
L’altra metà del mio cielo
Danzo leggera sul mondo che sei
Stai con me, stai nell’estasi
Sopra una rosa si posa la nostra passione
Nessun inverno mai… Per noi…
Sia per tutti voi un inizio raggiante.
∙Natale 2011∙
Pubblicato da su 26 dicembre 2011
Babbo Natale è la metafora della persona pura che se ne frega di tutto e tutti: una volta l’anno decide di farsi in quattro per donare un regalo a chiunque se lo meriti, seppure in realtà non lo si conosca proprio.
Ma la realtà è molto diversa, e anziché Babbi Natale immacolati ci sono persone piú o meno buone che se ne fregano piú o meno di tutto e tutti e si fanno piú o meno in quattro per donare alle persone a cui tengono un piccolo regalo. Un gesto carino. Un soprammobile. A volte semplicemente un pensiero, a volte semplicemente sé stessi.
Il cuore però è il regalo piú bello di tutti: non da Babbo Natale, ma dalla vita. Grazie a chi fa di tutto per lasciarci il suo segno.
∙23 | A modo mio…∙
Pubblicato da su 23 dicembre 2011
Tante volte io ho sperato in te
Ho pregato Dio di averti qui con me
E ora che tu sei lontanissimo
Sola coi miei guai ricomincerò
E non rimpiango piú niente di noi
Non ti cercherò da ora in poi
A modo mio saprò volare
Non è un addio, non è la fine no
È perché ora so che voglio vivere la vita
Da domani voglio fare a modo mio
Nel silenzio io ho sentito te
Questo è il tempo tuo e mio di vivere
E se chiamerai sai che ci sarò
E solo se vorrai io risponderò
Chiudi i tuoi occhi stanotte sarà
La notte per noi, se lo vuoi
A modo mio saprò volare
Non è un addio, non è la fine no
È perché ora so che voglio vivere la vita
Da domani voglio fare a modo mio
Non so dove mi porterà, ma ci voglio credere
Troverò la mia libertà ad ogni costo
A modo mio saprò volare
Non è un addio, non è la fine no
È perché ora so che voglio vivere la vita
Da domani voglio fare a modo mio
∙Le 5 leggi fondamentali per riconoscere un cretino∙
Pubblicato da su 23 dicembre 2011
NOTA BENE: Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.
È grazie al signor Carlo M. Cipolla che ho trascorso il piú bel quarto d’ora d’attesa dalla parrucchiera: non certo per il suo noiosissimo notevole contributo in ambito storico-economico quanto per la sua analisi sulla società.
E, piú precisamente, sulla cretineria delle persone.
Incredibile però che nonostante l’eccezionale colpo di genio non lo conosca praticamente nessuno. Nel suo The Basic Laws of Human Stupidity del 1976 (!!!) Cipolla si diverte a classificare gli individui in base a vantaggi e danni che essi portano a sé stessi e agli altri: dalla combinazione di questi due parametri si hanno quindi gli intelligenti (che fanno il proprio vantaggio e quello degli altri), gli sprovveduti (che danneggiano sé stessi e avvantaggiano gli altri), i banditi (che danneggiano gli altri per trarne vantaggio) e infine gli stupidi (che danneggiano gli altri e sé stessi).
Questi i fatti:
a) gli stupidi danneggiano l’intera società;
b) gli stupidi al potere fanno piú danni degli altri;
c) gli stupidi democratici usano le elezioni per mantenere alta la percentuale di stupidi al potere;
d) gli stupidi sono piú pericolosi dei banditi perché le persone intelligenti possono capire la logica dei banditi;
e) gli intelligenti sono vulnerabili dagli stupidi perché:
a) gli stupidi danneggiano l’intera società;
b) gli stupidi al potere fanno piú danni degli altri;
c) gli stupidi democratici usano le elezioni per mantenere alta la percentuale di stupidi al potere;
d) gli stupidi sono piú pericolosi dei banditi perché le persone intelligenti possono capire la logica dei banditi;
e) gli intelligenti sono vulnerabili dagli stupidi perché:
e1) generalmente vengono sorpresi dall’attacco;
e2) non riescono ad organizzare una difesa razionale perché l’attacco non ha alcuna struttura razionale.
e2) non riescono ad organizzare una difesa razionale perché l’attacco non ha alcuna struttura razionale.
Sugli stupidi, la categoria peggiore di tutte, si concentra maggiormente elaborando il non plus ultra ovvero le 5 leggi fondamentali per aiutare chiunque a distinguerli:
01. Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
E risulta altresí vero che (1) le persone giudicate dapprima razionali ed intelligenti si rivelano poi all’improvviso inequivocabilmente e irrimediabilmente stupide; (2) ogni giorno si è intralciati e ostacolati nella propria attività da individui testardi nella loro stupidità, che compaiono improvvisamente ed inaspettatamente nei luoghi e nei momenti meno opportuni.
Attribuire un valore numerico alla frazione di persone stupide rispetto al totale della popolazione è inutile: qualsiasi stima numerica risulterebbe una sottostima.
02. La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
La stupidità è infatti completamente scorrelata da sesso, età, religione, condizioni ambientali, etniche ed educazione.
03. Una persona è stupida se causa un danno a un’altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno.
04. Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide; dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore.
05. La persona stupida è il tipo di persona piú pericoloso che esista.
Perché lo stupido, al contrario di qualsiasi altra categoria, è in realtà stupido al quadrato: uno stupido, cioè, che non è cosciente della sua natura di stupido. Questo rende di fatto gli stupidi di gran lunga piú pericolosi dei banditi, che comunque sanno di essere banditi.
A parte gli scherzi, propongo di inserirla SUBITO come teoria scientifica.
Ah, e per quanto mi sforzi di essere tra gli intelligenti alla fine io rimango sempre lo stesso sprovveduto.
∙Non fermare l’amore.∙
Pubblicato da su 20 dicembre 2011
Il tempo cambia tutto: ci divide.
Piú volte ho gridato il mio amore per te, ma rimangono solamente i ricordi.
Non mi perdonerò mai per non aver notato l’oscurità nel tuo cuore… Ti prego salvami, il mio cuore si sta sgretolando e fa male.
Piú di tutti, io ti amo completamente: continuerò a mandarti un’ondata d’amore. Non fermare l’amore. Ancora una volta, non è troppo tardi: per favore torna a vedermi. Caro, abbi sempre il sorriso… Non fermare l’amore, ti prego, non fermare l’amore.
Siamo cresciuti vicini molto velocemente, al contrario dei miei sentimenti.
L’amore in compassione mi distrugge… non è crudele?
I frammenti spezzati di molti amori mi soffocano, ascolta ancora uno dei miei desideri egoisti: ti disturberebbe se continuassi ad amarti?
Piú di tutti, non dimenticherò il nostro amore eterno. Ti prego: perdonami. Ti prego: amami. Voglio starti accanto. Ancora un’altra volta, tu vivrai per sempre nel mio cuore fin quando anche io potrò ricambiare un sorriso. Caro, non fermare l’amore.
Ti amerò per sempre, so che non servirà a nulla ma i miei occhi si rifiutano di vedere qualcun altro che non sei tu.
Piú di tutti, io ti accetto completamente. Ti penso cosí tanto, sono debole nel mio cuore. Ancora una volta, non è troppo tardi: per favore torna a vedermi. Caro, abbi sempre un sorriso… Non fermare l’amore, ti prego, non fermare l’amore.
∙”Il mio corpo non sarà piú il suo tempio.”∙
Pubblicato da su 19 dicembre 2011
Il mio corpo non sarà piú il suo tempio. Il mio respiro non è piú il nostro respiro.
Persino le mie cose non sono piú le mie cose.
Agorafobia: L’agorafobico cerca di evitare luoghi pubblici o luoghi non familiari, ha difficoltà ad uscire di casa e viaggiare.
La gravità dell’ansia e dei comportamenti evitanti sono variabili; l’agorafobia è una delle manifestazioni ansiose piú invalidanti, in quanto chi ne soffre spesso diventa completamente dipendente dalle mura domestiche, oppure è costretto ad uscire di casa solo quando è accompagnato.
L’oggetto dell’agorafobia può riguardare l’uscire di casa, l’entrare nei negozi, nei luoghi pubblici, il viaggiare da soli nei bus, nei treni o negli aerei; gli attacchi di panico possono riguardare la paura di avere un collasso o di essere lasciati senza aiuto in pubblico, oppure derivare dalla mancanza di un’uscita di sicurezza immediata (una delle caratteristiche chiave delle situazioni agorafobiche). Il timore delle conseguenze sociali di una crisi di panico dovuta ad agorafobia spesso diviene esso stesso un’ulteriore causa di difficoltà emotiva.
Il timore di uscire dalle mura domestiche e di relazionarsi con il mondo esterno, evidenzia una difficoltà a confrontarsi con eventi, persone, situazioni nuove e sconosciute, privi di quella “protezione”.
Avevo un cuore, ed è a brandelli. Avevo un letto, ma ora mi inghiotte. Avevo una mente, avevo la sicurezza, avevo le mie foto, la mia famiglia, avevo le mie abitudini, avevi la mia fiducia, avevi il mio amore e avevi noi. Per me era tutto.
Questo posto è diventato un sepolcro vuoto: ci avevo messo tutte le mie speranze, tutti i miei sogni, tutta la bontà che vedevo nell’umanità, tutto quello in cui credevo e mi rifugiavo insomma tutta la mia stupenda, fragile realtà da quasi due anni a questa parte, e da ormai sei settimane tutto è volato via irrimediabilmente. Qualsiasi altro mio posto personale è diventato un sepolcro vuoto, perché IO mi sento un sepolcro vuoto.
Ecco perché me ne sono tenuto alla larga, ed ecco perché è cosí difficile tornare qui ora. Sono terrorizzato.
Ma anche evitando la solitudine, aggrappandomi alle piú improbabili compagnie, ho avuto modo di vivere ogni possibile stato d’animo. Ho cambiato idea mille volte. Sono caduto e ho provato a rialzarmi, e ogni volta che mi sembra di aver capito come fare arriva qualcosa che sposta quei pochi riferimenti che mi sforzo di mantenere. È un percorso che sto affrontando da solo perché è giusto cosí e perché le persone hanno le loro storie a cui pensare e come se non bastasse anche le persone, cosí come i posti, cambiano a ogni folata di vento e comunque molte se ne sono già andate. E pensino per loro.
In questo clima di diffidenza io procedo a passi infinitesimi. Mentirei se dicessi che sto coltivando me stesso e le mie cose ma l’idea di base è che coltivare gli altri —quelli buoni— sia piú soddisfacente e facile. E mi ripagherà. È una mossa intelligente: cosí non sono piú io a dover badare a me, non ne avrei le forze, ma sono gli altri.
Il resto si conta sulle dita di una mano. A-m-i-c-i. Con la A maiuscola monumentale.
Ho passato l’odio, ho passato l’umiliazione, ho passato la mortificazione, sul fondo rimangono solo delusione e dispiacere infiniti. E l’ingenuità: quella sí che non si schioda. Cuore, mente, corpo, anima, fiducia, lealtà, buonismo di fondo e vivere di ottimismo non sono serviti, non sono bastati. Te l’ho sempre detto: non era tanto, ma era puro. La purezza d’animo è un gene recessivo, non è il motore dell’Universo… Credo che non essere abbastanza lasci sempre una profonda amarezza.
La vita o chi per lei mi ha fatto dono inspiegabile di una grotta in cui rifugiarmi, di un cero nei momenti di buio, di una sciarpa azzurra che mi protegge mentre sto dormendo, di un capanno che, silenzioso, non chiede niente se non di accogliermi e lo sta facendo nel piú totale disinteresse, nella spontaneità, nella bontà in cui io ormai non credo piú. Ma che lui ha anche per me. E ha anche la forza, per lui e per me. L’unica cosa che mi rimane ancora è passare oltre con le mie sole forze.
Ti lascio procedere con quel che hai desiderato.
·Un mondo pieno d’amore – un anno e mezzo dopo·
Pubblicato da su 5 dicembre 2011
http://guadosalam.wordpress.com/2010/04/28/un-mondo-pieno-damore
Puoi dirmi tutto quello che vuoi
Anche adesso
Puoi farmi male ma non sarà
Piú lo stesso
Ed ho imparato quello che so
Poco a poco
Cercando ancora quel che non ho
Mai trovato
Avrei dovuto correre via
Già da allora
Dirtelo adesso sai non mi fa
Piú paura
Da dove vengo e chi sono io
Ai tuoi occhi?
Ti darei tutto se fosse mio
Puoi sentirmi?
C’è un mondo pieno d’amore fuori da qui
Dove possiamo sperare
Un mondo dove tornare per te e per me
È come fra cielo e mare è dentro di te
Strano il destino quando ti dà
Poi ti toglie
Via tutto quel che ami di piú
Come foglie
Con i miei occhi ho visto cos’è
Che ho perduto
Chi se ne andrà domani?
Non l’ho (mai) indovinato
C’è un mondo pieno d’amore fuori da qui
Dove possiamo sperare
Un mondo dove tornare, per te e per me
È come fra cielo e mare, è dentro di te
C’è un mondo pieno d’amore fuori da qui
Dove ricominciare
Un mondo senza parole sopra di noi
Che siamo tracce di sale che troverai.
∙ArmoniKe convergenze∙
Pubblicato da su 2 dicembre 2011
Sarebbe bastata l’immagine di copertina per accendere la mia massima ammirazione, mia dolce Mina, ma hai voluto esagerare: in tutte le canzoni hai messo una parte di me. Ma proprio tutte tutte.
Come se sapessi che avrei necessitato di uno scacciapensieri contro tutto questo buio (per l’ennesima volta, poi, in tempi di novità pausiniane… la prossima volta non mi coglierà impreparato): e, ti dirò, un po’ sta funzionando.
Del resto vale la pena dire che rimane sempre e solo chi ha piacere di te; specie chi non è tenuto, e a volte piú di quelli che parevano fedeli. Le cose stanno cosí e io… esattamente come avevo promesso, non posso che prenderne atto: per questo, nonostante non sia la mia preferita, è la piú giusta per questo periodo di attenzioni.
Mio, cazzo, MIO.
-
.: ARMONICHE CONVERGENZE :.
[Mina / da Piccolino, 2011]
Partiti
Da due angoli opposti
Finiamo
Per assomigliarci già
Qualche volta, sai, basta cosí poco
Per trovarsi
Senza fare poi la fatica enorme
Di cercarsi
Un gesto
Messo lí al posto giusto
Già questo
Ci avvicina ancora un po’
E se il cuore tuo io lo sento ancora
Un po’ calante
So che con il mio tu lo accorderai
In un istante
E quello che voglio lo sai… Lo sai…
Lo sai
Non c’è bisogno di dirtelo perché
Lo sai che cosa mi accende
E se pensi quello che sto pensando
Anch’io
Vuol dire già che ci sono tra di noi
Armoniche convergenze
Armoniche convergenze
Non credo
Agli incontri casuali
L’istinto
Ci ha guidato fino a qui
C’è voluto, sai, solo un altro modo di
Guardarti
Per capire che noi non siamo poi cosí
Distanti
Partiti
Da due angoli opposti
Finiamo
Per assomigliarci già
Questa empatia è la cosa che piú mi
Sorprende
Sembra quasi che noi ci conosciamo
Ormai da sempre
E quello che voglio lo sai… Lo sai…
Lo sai
Non c’è bisogno di dirtelo perché
Lo sai che cosa mi accende
E se pensi quello che sto pensando
Anch’io
Vuol dire già che ci sono tra di noi
Armoniche convergenze
Armoniche convergenze… Fra noi
∙Domani verrà.∙
Pubblicato da su 21 novembre 2011
Questa non lo so se è una fiaba, ma te la racconto lo stesso. C’era una volta una ragazzina che credeva nel domani. Infatti le insegnavano tutti a credere nel domani: assicurandole che il domani è sempre meglio. Glielo assicurava il prete quando tuonava le sue promesse in chiesa e annunciava il Regno dei Cieli. Glielo assicurava la scuola quando le dimostrava che l’umanità va avanti e che un tempo gli uomini vivevano nelle caverne poi in case senza termosifone poi in case col termosifone. Glielo assicurava suo padre quando le portava ad esempio la storia e sosteneva che i prepotenti soccombono sempre. Al prete, la ragazzina aveva tolto fiducia assai presto. Il suo domani era la morte, e alla ragazzina non importava nulla di abitare dopo la morte in un lussuoso albergo chiamato Regno dei Cieli. Alla scuola aveva tolto fiducia un po’ dopo, e cioè durante un inverno in cui le sue mani e i suoi piedi s’eran coperti di geloni, di piaghe. Sí, era una gran cosa che gli uomini fossero passati dalle caverne al termosifone: ma lei non aveva il termosifone. Di suo padre aveva continuato a fidarsi, invece, a occhi chiusi. Suo padre era un uomo molto coraggioso e testardo. Da vent’anni combatteva certi prepotenti vestiti di nero e ogni volta che questi gli rompevano il capo diceva, coraggioso e testardo: Domani verrà. C’era la guerra in quegli anni. I prepotenti vestiti di nero avevano tutta l’aria di vincerla. Ma lui scuoteva la testa e diceva, coraggioso e testardo: Domani verrà. La ragazzina gli credeva perché‚ aveva visto una notte di luglio. Quella notte i prepotenti erano stati cacciati e sembrava che la loro guerra finisse, per dare il via al domani. Ma venne settembre e i prepotenti tornarono, con nuovi prepotenti che parlavano tedesco. La guerra raddoppiò. La ragazzina si sentí tradita. Interrogò suo padre. Suo padre rispose domani verrà e la persuase provandole che il domani non poteva tardare perché non erano piú soli ad attenderlo: stavano arrivando gli amici, un esercito intero di amici detti alleati. Il giorno dopo, la città della ragazzina venne bombardata dagli amici detti alleati e una bomba cadde proprio dinanzi a casa sua. La ragazzina ne rimase disorientata. Se erano amici, perché facevano questo? Suo padre rispose che purtroppo dovevano farlo, che ciò non diminuiva per niente la loro amicizia, e per convincerla meglio portò in casa due di coloro che gli gettavano le bombe. Già prigionieri dei prepotenti, essi erano fuggiti. Bisognava aiutarli, spiegò suo padre, in quanto il domani era una causa comune. La ragazzina annuí. Insieme al padre, che per essi rischiava il plotone di esecuzione, li nascose e li nutrí e li accompagnò in villaggi sicuri. Poi si mise paziente ad aspettare l’esercito che avrebbe portato il domani. Tale esercito non giungeva mai. Passavano le settimane, passavano i mesi, nell’attesa si moriva sotto le bombe, le sevizie, le fucilazioni: e il famoso domani pareva ormai un sogno fatto di sogno e basta. Anche il padre della ragazzina venne arrestato, picchiato, torturato. La ragazzina andò a trovarlo in carcere e non lo riconobbe, tanto era massacrato. Ma perfino in carcere, perfino massacrato, lui disse: Domani verrà. Un domani senza umiliazioni.
E il domani giunse, alla fine.
da Lettera a un bambino mai nato,
Oriana Fallaci
∙AAA CERCASI∙
Pubblicato da su 12 novembre 2011
AAA CERCASI
individuo dai 20 ai 30, cortese, simpatico, piacente, interessante, intelligente, onesto, leale, educato, aperto agli interessi piú svariati, grammaticalmente attivo, amante del cibo (si preferiscono dolci), filo-Mcdonald’s, di bell’aspetto, curato, anche shopping-addicted,
per lunghe chiacchierate, condivisione di interessi, svago e abbuffate in rilassatezza. Astenersi sfigati cronici, nerd, stalker, estremisti politici, estremisti religiosi, antidiscotecari, perditempo.
























































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